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RASSEGNA STAMPA : da "La Scintilla" di ottobre 2014 "Il Vescovo in dialogo con i fedeli laici (di Dino Calderone)"

L'iniziativa che la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (CDAL) ha organizzato domenica 19 ottobre nel Seminario Arcivescovile, è una fra le più significative degli ultimi anni. Non è la prima volta che le aggregazioni laicali della nostra diocesi incontrano Mons. La Piana, ma con questa “Giornata”, originata da un desiderio dell' Arcivescovo, si è voluto dare uno stile più dialogico e aperto al rapporto fra i fedeli laici e il Pastore della chiesa messinese (era presente il Vicario per l'apostolato dei laici Mons. Tindaro Cocivera).
Dopo i canti e la preghiera iniziale, è stato proiettato un video “La Consulta in cammino 2009-2014”, che ha ripercorso alcuni dei momenti più importanti dell'ultimo quinquennio. Al rinnovamento degli organi (previsti dallo Statuto della Consulta) di fine 2009, ha fatto seguito la creazione delle Commissioni (Nuovi stili di vita, Biblico-liturgica, Lavoro e impresa, Cittadinanza-sussidiarietà-inclusione sociale, Comunicazioni sociali, Memoria e tradizione) per poter realizzare meglio sul piano operativo le diverse iniziative (Settimana teologica, Giornata per la custodia del creato, Veglia di Avvento e Pentecoste, Newsletter, Interventi pubblici su servizi sociali, immigrazione, formazione, solo per citarne alcune).
L' Arcivescovo, riprendendo alcuni spunti contenuti negli Orientamenti pastorali 2014-2016, “Briciole che saziano”, nei quali si fa riferimento esplicito ai laici (“Accelerare l'ora dei laici”), ha detto che occorre: “valorizzare il laicato rispetto a uno strisciante e imperante clericalismo, senza scopiazziare i chierici e il clero, ma vivendo con responsabilità la loro peculiare specifica vocazione all'interno della chiesa”. Non è la prima volta che Mons. La Piana tocca, opportunamente, questo tasto dolente del laicato messinese, nè può consolare il fatto che la brutta piaga del clericalismo riguardi un pò tutte le diocesi. Da tempo gli osservatori più acuti del cattolicesimo italiano denunciano il grigiore dei fedeli laici (qualcuno parla di afasia) e il progressivo ripiegamento verso pratiche devozionali o, comunque, di ministerialità intraecclesiale. Che fare? La Consulta, come strumento a servizio della comunione, potrebbe stimolare non poco le aggregazioni laicali ad uscire dalla rassicurante autoreferenzialità, ma purtroppo da molti non viene ancora percepita in maniera adeguata la sua importanza per una maggiore incidenza della vita cristiana nella società attuale. Fa bene, quindi, l'Arcivescovo a richiamarci alla corresponsabilità e a incoraggiarci a vivere con dedizione e passione lo specifico del laico che è, come dice il Concilio, “l'indole secolare”, ma quali risposte sono giunte in questi anni dall'associazismo cattolico? Mons. La Piana ha ricordato che “la chiesa non è formata solo dal Vescovo e dai sacerdoti” e, quindi, sui molteplici problemi che attanagliano la città, l'impegno dei laici cristiani sarebbe urgente e necessario per favorire la ricerca di soluzioni condivise e la tensione al bene comune, oltre le pur legittime differenze. Serve, innanzitutto, una ripresa dello slancio conciliare. Il Concilio Vaticano II ha contribuito in maniera decisiva a dare più consapevolezza all'identità del laico che si realizza pienamente nell'animazione del mondo del lavoro, della politica, della cultura. Da qui il bisogno di sviluppare un nuovo umanesimo in Cristo Gesù (il prossimo Convegno Nazionale Ecclesiale di Firenze nel novembre 2015 sarà proprio su questo tema). “Si tratta, ha detto il Vescovo, di una proposta di crescita che mette al centro il Verbo di Dio fatto uomo, un impegno fondamentale al quale noi cristiani non possiamo sottrarci. L'uomo è il luogo in cui Dio si è rivelato e il linguaggio che Egli ha scelto per continuare a parlare di sè”.
Nel dialogo con l'Arcivescovo alcuni interventi hanno toccato aspetti interessanti e peculiari del mondo laicale, ma certo il cammino che i laici messinesi devono percorrere è ancora lungo ed esige una maggiore capacità di confronto su temi non sempre facili da approfondire in poche ore. L'importante è che prevalga sempre la stima e il rispetto reciproco. Non ci sono impegni di serie A e di serie B. Chi aiuta i bambini nell'attività educativa, gli anziani a sentirsi meno soli, gli ammalati a curarsi, le famiglie a non disgregarsi, i licenziati a trovare un nuovo lavoro, l'ambiente a non essere più inquinato, non è meno impegnato di altri a difendere la vita.
La giornata, molto partecipata, si è conclusa con la lettura di un brano dell'Enciclica “Populorum Progressio” di Papa Paolo VI, in ricordo di un grande papa, amico e sostenitore sincero della vocazione dei laici cristiani nella società, che proprio domenica 19 ottobre è stato beatificato a Roma da papa Francesco. Una bella coincidenza con questa “Giornata delle aggregazioni laicali – Il Vescovo in dialogo con i fedeli laici” che, speriamo, possa avere un seguito anche in futuro.
[pubblicato nella NEWSLETTER N. 17 DEL 15/11/2014 PAG. 7]


Dagli Orientamenti pastorali 2014/2016 di S.E. Mons. Calogero La Piana "Briciole che saziano" riportiamo il capitolo intitolato "Accelerare l'ora dei laici" al quale il nostro Arcivescovo ha fatto riferimento nel corso del suo intervento.

"Accelerare l'ora dei laici"

Il nostro tempo è caratterizzato dalla crescente affermazione della società civile che coinvolge sempre più nazioni, associazioni, varie organizzazioni che, dinanzi alle necessità e alle sfide che non trovano adeguata risposta nelle istituzioni, offrono il loro impegno e il loro contributo, soprattutto volontario.
Come comunità cristiana occorre valorizzare l'avvertito bisogno di aggregazione degli uomini e dei cittadini e soprattutto promuoverne la crescita del senso di cittadinanza e di partecipazione al bene comune. Ciò equivale a dire che occorre valorizzare il laicato contro la tentazione sempre presente, nel clero e nei collaboratori, di uno strisciante ed imperante clericalismo. La diversità e la ricchezza dei carismi e dei ministeri non rappresentano un attentato alle persone, ma vero dono di Dio per la comunità ecclesiale. Occorre maturare stima, rispetto e accoglienza vicendevole, e lavorare per la comunione, la collaborazione e la corresponsabilità. Il Magistero della Chiesa ci sollecita circa l'urgenza di "accelerare l'ora dei laici", rilanciandone l'impegno ecclesiale e secolare.
La vocazione laicale, oggi più che mai, infatti, è chiamata a sprigionare le sue grandi potenzialità nell'animazione cristiana della società. "Perché ciò avvenga dobbiamo operare, affermano i Vescovi, per una complessiva crescita spirituale e intellettuale, pastorale e sociale, frutto di una nuova stagione formativa per i laici e con i laici, che porti alla maturazione di una piena coscienza ecclesiale e abiliti a un'efficace testimonianza nel mondo"[14].
Papa Francesco, con sempre maggiore frequenza, ci ripropone nei suoi interventi la visione Chiesa "popolo di Dio", che precede quella gerarchica e chiama in causa tutti come protagonisti: giovani, movimenti, donne, ecc.
Nel laicato, infatti, si trova e si sperimenta il vissuto quotidiano e ordinario dell'umano. È sempre più necessario e urgente, quindi, pensare alla comunità cristiana come ad un insieme di unità e molteplicità, di identità e di diversità. Il cammino è ancora lungo poiché, come ha ricordato Papa Francesco, "il clericalismo impedisce la crescita del laicato".
Occorre lavorare (e tanto) per formare generazioni di cristiani dalla fede consapevole, matura e responsabile.

[14] CEI, "Rigenerati per una speranza viva" (1 Pt 1,3): Testimoni del grande "Sì" di Dio
all'uomo. Nota pastorale dell'Episcopato italiano dopo il 4° Convegno Ecclesiale Nazionale, 26.